Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza
- Anna Gri
- 10 lug 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Tra le cose che mi piacciono, trovano un posto speciale i libri per i bambini, o per chi non si considera ancora “grande”. Questi hanno un potere: raccontano la verità, lievemente. Forse è per questo che la maggior parte di loro riesce a lasciare un segno anche in noi più grandi, sempre se siamo riusciti a conservare un po' della meraviglia dei bambini che siamo stati.
Così, qualche mese fa, tra i libri usati di un mercatino abbiamo trovato la “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza” del grande Luis Sepùlveda.

Ribelle, la protagonista di questo racconto, è una piccola lumaca che non si accontenta di rimanere senza identità e vuole scoprire le ragioni della sua lentezza. Abita nel Paese del “Dente di Leone” ed è proprio da qui che inizierà il suo viaggio in solitaria, fatto di coraggio, scoperta e buona volontà.
Luis Sepùlveda ci racconta una storia più che mai attuale e sceglie la dimensione della lentezza, non di certo di moda in questi ultimi anni. Ma non solo, ci racconta la vita che si nasconde nei particolari, nelle cose piccole che hanno bisogno di attenzione per essere colte. Ribelle ne sa qualcosa e ci invita a ridimensionare il nostro mondo dalla sua piccolezza.

Distante dall’omologazione, Ribelle ci insegna la potenza della solitudine, intesa come scelta consapevole e lontana dall’abitudine. La volontà spinge la nostra protagonista a proseguire il suo viaggio, a non fermarsi difronte ai “Si è sempre fatto così” delle lumache più anziane di lei. Ma, poi, così come? Vorrei chiedere delle volte io quando sento questa frase.
Il ritmo della storia ci invita a rallentare, a gustare le frasi, a farle nostre o metterci dei punti di domanda alla fine. Quanto ci serve tutto questo? Quante volte abbiamo fatto più cose contemporaneamente, suonato il clacson alla macchina davanti, detto “Ora non ho tempo”? Ecco. Ma come dice una canzone: “Vogliamo tutti risparmiare tempo/ E poi con questo tempo in più cosa si fa? Bah.”
Ribelle ci insegna a dare un senso al nostro di tempo, a non confrontarci con gli altri se pensiamo di essere in ritardo ma, anzi, fare del nostro ritmo un’esperienza maestra.
Solo così impareremo a confrontarci con la vita,
a saper stare nelle ore senza tempo,
a godere del silenzio,
a confrontarci con la noia,
a raccogliere le forze,
a soffermarci sui nostri pensieri come ha fatto Ribelle, per trovare il nostro Paese del “Dente di Leone”.
“In questo viaggio che è iniziato quando ho voluto avere un nome ho imparato tante cose. Ho imparato l’importanza della lentezza e, adesso, ho imparato che il Paese del Dente di Leone, a forza di desiderarlo, era dentro di noi”.
La nostra tartaruga che dà un passaggio a una lumaca



