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2025, che anno sei stato!

  • Immagine del redattore: Anna Gri
    Anna Gri
  • 23 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Quattro mesi che siamo qui.

Quattro mesi senza scrivere sul blog.

Quattro mesi passati a prendere le misure con il nuovo.

 

E allora riparto da lì, da dove ci eravamo lasciati. Forse mettere in ordine i ricordi aiuta anche me.

 

Ci siamo trasferiti il pomeriggio del 7 settembre 2025. La casa era invasa dagli scatoloni, non avevamo l’acqua, mancavano gli armadi, c’erano solo un tavolo, due sedie e un materasso per dormire. Anche la cucina era tutta da montare. Sì, perché avevamo deciso che la cucina grigia lasciata dal vecchio proprietario meritava un colore più felice. Così l’abbiamo smontata pezzo per pezzo e dipinta di verde salvia.


Per le prime settimane la nostra alimentazione è stata a base di pizza: abbiamo vinto la medaglia “clienti affezionati” della pizzeria del paese. Una cosa così semplice, ma così preziosa per noi che vedevamo tutto e tutti per la prima volta.


Ci siamo arrangiati come riuscivamo. Ed è stato bellissimo. Faticoso, certo, ma incredibilmente vero. In quei giorni disordinati, scomodi e improvvisati c’era qualcosa di autentico, di nostro. Un inizio che, a distanza di mesi, continua a sembrarmi uno dei momenti più veri di questo cambiamento.


Vivere qui è molto diverso dal vivere vicino a una grande città. Ora, quando apriamo la finestra, c’è il bosco ad aspettarci. Gli alberi, che fino a poco fa erano verdi, hanno prima ingiallito e poi lasciato cadere tutte le foglie. Al mattino un gallo canta quando decide lui, senza orari né sveglie.


Anche la casa, giorno dopo giorno, ci somiglia sempre di più. La cucina è bellissima nel suo verde salvia: le manca ancora qualche pezzo, è vero, ma se la cava egregiamente. Attorno al tavolo ci sono due sedie in più, pronte per gli amici che passano a trovarci e i vestiti hanno finalmente trovato posto in un armadio.


 «Ma non fate più le guide?» ci ha chiesto qualcuno. La risposta è semplice: ci siamo fermati, almeno per ora. Di comune accordo abbiamo deciso di incanalare le nostre energie in questo nuovo capitolo di vita. Io, Anna, continuo a progettare cose bellissime per le scuole; per l’anno prossimo, chissà. Ci sono desideri lì, pronti a spiccare il volo.

Riassumere questo 2025 è un’impresa impossibile. Di certo è stato un anno di prime volte e tripli carpiati, di consapevolezze e piccole rivoluzioni. L’anno che abbiamo imparato meglio a dire: chi siamo, cosa speriamo e cosa non accettiamo.


Auguriamo anche a voi di custodire un momento buono di questo ultimo anno e di sapere che non è mai troppo piccolo.

È lì che sta tutto.

















A presto,

Anna e Mario

 
 
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