I desideri si trovano dietro le curve
- Anna Gri
- 26 gen 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Primo articolo di questo nuovo anno: bentornat* sul nostro blog!
Come state? Come è iniziato il vostro 2025?
Il nostro ha avuto una partenza in salita e francamente, non ne eravamo pronti, non avevamo, metaforicamente parlando, l’equipaggiamento adatto. Poi, per fortuna, la pendenza è un po' diminuita. Ora ci troviamo a fare i conti con un umore ballerino che come una montagna russa va su e giù. Riponiamo una buona fetta di speranze nei mesi che verranno, abbiamo desideri tra le mani che non vedono l’ora di fiorire, come noi d’altronde. Ecco, se c’è una cosa che abbiamo capito da questa ripartenza è che ai desideri ci si arriva un po' alla volta, a meno che qualcuno di voi non conosca un genio: "Comanda cosa vuoi", disse il genio ad Aladino inchinandosi, "e io ti accontenterò". Nella realtà, almeno, nella nostra, la salita si fa sentire tutta e l’unica benzina che ci fa andare avanti è credere fortissimo in questi desideri che stiamo custodendo.
Lavorativamente parlando, invece, anche quest’anno sarà ricco di proposte: continueranno le collaborazioni con le scuole così come le escursioni aperte a tutt*.
A tal proposito, vi lasciamo il link per chi volesse iscriversi alla prima escursione dell’anno, che faremo alla Cascata del Cenghen (LC) in collaborazione con Trekking Lecco: https://www.trekkinglecco.com/prodotto/cenghen/. Ammireremo panorami che spaziano dal ramo lecchese del lago agli storici abitati e agli antichi alpeggi del Calech, circondati da castagneti plurisecolari. Proseguiremo addentrandoci nella valle attraversata dal torrente Zerbo, il cui fragoroso rumore ci accompagnerà lungo una camminata facile e sicura, fino a raggiungere la maestosa Cascata del Cenghen, che con i suoi 50 metri domina la forra della valle. Dopo esserci immersi nella bellezza della cascata, continueremo il nostro cammino su un percorso ad anello che ci riporterà al punto di partenza, completando così un’esperienza indimenticabile nel cuore della natura del Lago di Como. Se vi abbiamo fatto incuriosire, noi vi aspettiamo!
Ma oltre le escursioni e le collaborazioni ci saranno anche altre novità (che vi sveleremo pian piano) e tanta formazione. Si, perché quest’anno abbiamo deciso di investire tantissimo su quest'ultima. Si parla ormai di formazione permanente, il così detto lifelong learning, ovvero quel processo intenzionale che ci vede sempre in formazione, per tutta la vita. Ecco, studiare, osservare, confrontarci con altri professionisti sono cose che ci permettono di mantenere alta la curiosità e la motivazione. E poi, per ultimo ma non per importanza, ci permettono di proporre a voi esperienze sempre più di qualità, con dietro un’intenzionalità educativa ragionata.
Così vi riporto una riflessione fresca fresca, avvenuta ieri al convegno al quale ho partecipato in occasione dei dieci anni dell'associazione Bambini e natura, che se non conoscete vi consiglio di dare un’occhiata al sito cliccando sul seguente link https://bambinienatura.it/.
Una delle tante relatrici ha indagato l’interessante correlazione tra le esperienze che un bambin* fa nella sua infanzia e l'adulto che diventerà un domani. Tra le famose biografie proposte, quella di cui ci tengo a lasciarvi un estratto è quella di Astrid Lindgren, autrice di libri per bambin* e che sicuramente conoscerete per Pippi Calzelunghe. L’autrice racconta così del suo esser stata bambina:
"Se qualcuno mi chiede cosa ricordo della mia infanzia, il mio primo pensiero non va alle persone, ma alla natura che allora avvolgeva le nostre giornate e le riempiva così intensamente che un adulto difficilmente riesce a comprendere. Le macchie di mirtilli, [...] i prati intorno al paese, il fiume con le ninfee, li ricordo più delle persone. Le pietre e gli alberi erano vicini a noi quasi come esseri viventi, e la natura era ciò che proteggeva e nutriva i nostri giochi e i nostri sogni”.
Da qui l’importanza di proporre ai bambin* e ragazz* che incontriamo lungo il nostro cammino esperienze a cielo aperto, fuori dalle aule e dai contesti tradizionali.
Ora io lo so che vi state già facendo un autoanalisi rispetto alle vostre infanzie, non preoccupatevi, perché come scrisse lo scrittore statunitense Tom Robbins "Non è mai troppo tardi per avere un'infanzia felice."



